A novembre a Pisa una grande mostra su Keith Haring

Palazzo Blu di Pisa accoglierà da novembre, per la prima volta in Italia, le opere provenienti dal Giappone, dalla Nakamura Keith Haring Collection. Una mostra che rinnova il rapporto speciale che Haring, nato a Reading in Pennsylvania e newyorkese d’adozione, ha avuto con Pisa a cui ha lasciato il murale Tuttomondo, realizzato nel 1989, sulla parete esterna della Chiesa di Sant’Antonio. Una delle sue ultime opere pubbliche prima della prematura scomparsa nel 1990. La mostra è a cura di MondoMostre e realizzata con Fondazione Pisa.

CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET l’ultima produzione del Teatro Del Carretto

prima regia di Jonathan Bertolai in scena sabato 10 e domenica 11 luglio (alle ore 21) al Teatro del Giglio per il cartellone di “Piazza del Giglio”

Lucca, martedì 6 luglio 2021 – Jonathan Bertolai, attore negli spettacoli di repertorio del Teatro Del Carretto dal 2006 e assistente alla regia di Maria Grazia Cipriani in Ultimo Chisciotte, firma la regia di CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET, ultima produzione della Compagnia, in scena sabato 10 e domenica 11 luglio (alle ore 21.00) al Teatro del Giglio. «È uno spettacolo – afferma Bertolai – che parla di questo tempo incerto che stiamo vivendo, un tempo che incede più velocemente della natura dell’uomo, costretto a rincorrere sé stesso, in una distanza ormai siderale. Caligola come noi fluttua smarrito nei meandri della sua mente cercando l’impossibile

Il desiderio che ha guidato lo studio di questo spettacolo è nato nella primavera 2019 – ben prima della pandemia che ci ha colpiti – e ha trovato negli ultimi mesi nuovi motivi di urgenza.  La scelta di questo personaggio e dei suoi drammi interiori trae origine dalla necessità di indagare il mondo giovanile con la sua fragilità e il disagio esistenziale nei confronti del futuro: temi, in particolare quest’ultimo, che ora si rivelano di ancora più scottante attualità, innestandosi in un panorama caratterizzato da un’incertezza globale in termini economici, politici e culturali, oltre che sanitari. Così come Caligola voleva “semplicemente” la luna, anche al giorno d’oggi le nuove generazioni si scontrano con un mondo assurdo, nel quale devono conquistare il loro diritto di esistere e di emergere, a partire da un contesto a loro completamente sfavorevole. Devono combattere come se fossero su un ring, e, per continuare in questa metafora, come un pugile dato per sfavorito (underdog) a volte riescono con determinazione e follia a ribaltare i pronostici (upset).

Tenendo a mente la giovane età di Caligola, quando divenne imperatore e quando visse il lutto per l’amata sorella Drusilla, non è allora casuale il fascino esercitato da quest’opera sia sul giovane attore protagonista dello spettacolo – diplomato nel 2018 alla Scuola Teatro Arsenale di Milano -, sia su Jonathan Bertolai, al suo debutto da regista.  È proprio dal desiderio di Ian Gualdani di confrontarsi con un Caligola lontano dall’essere “solo” l’imperatore folle che nasce questa messa in scena e, nello sguardo di Jonathan Bertolai, assume i contorni di uno spazio mentale amplificato nel quale fluttua questo Caligola: sulla scena il pubblico assiste ad una rapsodia di dialoghi interiori, un dipanarsi dei pensieri del protagonista che trovano la loro trasposizione visiva nella gestualità dell’attore. Jonathan Bertolai ci racconta tutta l’assurdità che la vita può riservare, attraverso un dramma psicologico calato in un’atmosfera post industriale. Su una scena trapuntata di monitor e luci a neon, su cui si staglia un piedistallo e si schierano delle statuette, passano video e inserti sonori che richiamano gli anni ’80 (ricordano ad esempio i video musicali dei Talking Heads) e scenografie che si ispirano alle opere multimediali di Bill Viola, creando una curiosa alternanza tra la tragicità dei temi trattati e il pop di questa estetica. 

La molteplicità di suoni che si rincorrono nella sala e i contributi video che circondano il corpo dell’attore sono le mille voci del dissidio interiore di Caligola raccontati dalla notevole versatilità interpretativa di Ian Gualdani.  La ricerca sonora di Hubert Westkemper, già sound designer di numerosi artisti internazionali di fama e del Teatro Del Carretto, e premio Ubu 2005 e 2019, in sinergia con le luci di Orlando Bolognesi rafforzano l’alternanza fra il dissidio interiore e la freschezza dell’essere giovani.

CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET
produzione Teatro Del Carretto
regia Jonathan Bertolai
sound design Hubert Westkemper
light design Orlando Bolognesi
con Ian Gualdani
fonico Luca Contini
tecnico luci Mattia Bagnoli
elementi scenici Rosanna Monti
scenotecnica Giacomo Pecchia
realizzazione video Diego Granzetti, Giovanni Adorni
foto e grafica Manuela Giusto

Il cartellone di Piazza del Giglio prosegue con Astor Querido – 100 anni con Piazzolla (16 luglio), omaggio a Piazzolla (evento realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Tango Querido Lucca). Il 23 luglio sarà la volta di Grandi Discorsi di Renata Palminiello, dedicato alle voci che hanno fatto la Storia (una produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale); il 24 luglio in Poetica, concerto dedicato a Robert Schumann, si esibiranno Claudio Bohórquez al violoncello e Péter Nagy al pianoforte, insieme ad alcuni dei migliori allievi dell’edizione 2021 del Virtuoso & Belcanto Festival 2021. Il 30 luglio farà tappa a Lucca, per Piazza del Giglio, Ascanio Celestini con il suo Barzellette (produzione Mismaonda creazioni live). Ultimo appuntamento della rassegna venerdì 6 agosto con La serva padrona, un intermezzo buffo in due parti di Giovan Battista Pergolesi, per la regia di Nicola Fanucchi e la direzione di Stefano Teani, realizzato in collaborazione con Animando – Centro di Produzione Musicale.

L’offerta estiva del Teatro del Giglio si compone anche di GiglioLab Estate, laboratori per bambini e bambine, ragazzi e ragazze dai 4 ai 12 anni (all’Agorà, per tutto il mese di luglio) dedicati ai libri e a Puccini, e delle Cartoline Pucciniane (fino a settembre).

Prezzi: biglietto per posto unico 12 euro, ridotto per soci UniCoop FI 10 euro.

Informazioni e acquisti online sul sito www.teatrodelgiglio.it e su www.TicketOne.it

A Lucca il recital lirico “Donne all’opera”

Torna la musica in piazza del Giglio venerdì 9 luglio alle ore 21.30 con il recital lirico “Donne all’opera” che vede protagoniste Antonella Biondo, Lara Leonardi e Arianna Tarantino

Dopo il successo dello scorso anno, torna per “Piazza del Giglio” (venerdì 9 luglio, ore 21.30) il trio al femminile composto da Antonella Biondo (soprano), Lara Leonardi (soprano) e Arianna Tarantino (pianoforte): tre giovani e carismatiche interpreti dimostrano quanto il linguaggio dell’opera possa unire le generazioni, e si apprestano con eleganza e passione a interpretare un’antologia di celebri pagine liriche da Bellini a Verdi, passando da Donizetti e immancabilmente Puccini, nella forma intima, ma di grande forza emotiva, del recital al pianoforte.

Il Teatro del Giglio è teatro di tradizione e da sempre fa della lirica un punto di forza, restituendola alla città di Lucca come patrimonio artistico e culturale condiviso, alla base dell’immaginario collettivo e del gusto artistico. Su queste basi è stato costruito il programma della serata: Intermezzo da Suor Angelica di Giacomo Puccini; Casta Diva da Norma di Vincenzo Bellini; Qui la voce sua soave da I Puritani di Vincenzo Bellini; Vissi d’arte da Tosca di GiacomoPuccini; È strano… Sempre libera da La traviata di Giuseppe Verdi; Io son l’umile ancella da Adriana Lecovreur di Francesco Cilea; Se come voi piccina da Le Villi di Giacomo Puccini; Preludio e Vals Poético n. 1 di Enrique Granados; A mezzanotte di Gaetano Donizetti; Stornello di Giuseppe Verdi; Granada di Agustín Lara; Sole e amore di Giacomo Puccini; Luna d’estate di Francesco Paolo Tosti; Me voglio fa ‘na casa di Gaetano Donizetti.

Il cartellone di Piazza del Giglio prosegue: sabato 10 e domenica 11 luglio la scena si sposta all’interno del teatro con Caligola. Underdog/Upset, nuova produzione del Teatro Del Carretto per regia e drammaturgia di Jonathan Bertolai, protagonista Ian Gualdani. Astor Querido – 100 anni con Piazzolla (16 luglio) omaggia Piazzolla (evento realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Tango Querido Lucca); il 23 luglio sarà la volta di Grandi Discorsi, dedicato alle voci che hanno fatto la Storia (una produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale), mentre il 24 luglio, con Poetica, concerto dedicato a Robert Schumann, si esibiranno Claudio Bohórquez al violoncello e Péter Nagy al pianoforte, insieme ad alcuni dei migliori allievi dell’edizione 2021 del Virtuoso & Belcanto Festival 2021. Il 30 luglio farà tappa a Lucca, per Piazza del Giglio, Ascanio Celestinicon il suo Barzellette (produzione Mismaonda creazioni live). Ultimo appuntamento della rassegna venerdì 6 agosto con La serva padrona, un intermezzo buffo in due parti di Giovan Battista Pergolesi, per la regia di Nicola Fanucchi e la direzione di Stefano Teani, realizzato in collaborazione con Animando – Centro di Produzione Musicale.

L’offerta estiva del Teatro del Giglio si compone anche degli appuntamenti dei laboratori di GiglioLab Estate (all’Agorà, per tutto il mese di luglio) dedicati ai libri e a Puccini per bambini e bambine, ragazzi e ragazze dai 4 ai 12 anni e delle Cartoline Pucciniane (fino a settembre),l’appuntamento serale con i recital per canto e pianoforte.

Prezzi: biglietto per posto unico 12 euro, ridotto per soci UniCoop FI 10 euro.

Informazioni e acquisti online sul sito www.teatrodelgiglio.it e su www.TicketOne.it

La strada delle donne nella scienza

È ormai risaputo che le donne, fin dall’antichità, hanno svolto un ruolo fondamentale nella scoperta, nel progresso e nello sviluppo delle scienze seppur la strada delle “donne scienziato” sia stata variamente lastricata di ostacoli.

Nell’antichità le donne erano partecipi in ambito medico, filosofico e alchimistico; ripensando ai tempi più remoti sicuramente tanti sapranno citare Ipazia, maestra di astronomia, filosofia e matematica alla scuola neoplatonica di Alessandria che alla scienza dedicò la sua intera vita. Viene considerata da molti la prima scienziata della storia ed alcuni sostengono addirittura che la sua morte sia stata causa dell’assenza delle donne in ambito scientifico per centinaia di anni.

Non tutti, invece, potrebbero conoscere una figura ancor più antica, Merit Ptah (2700 a.C) descritta in un’iscrizione nell’antico Egitto come “capo-medico”, la prima donna nota per nome nella medicina e probabilmente in ambito scientifico. Nelle sue attività essa combinava la spiritualità con la medicina e l’ostetricia.

Fin dall’antichità le donne svolsero un ruolo significativo negli studi di chimica applicata e di alchimia consentendo la preparazione dei composti medicinali ma anche della birra. Tra le alchimiste Maria la Giudea fu ideatrice di numerosi strumenti chimici tra cui il più famoso è ancora oggi adoperato: si tratta del dispositivo di Bagnomaria (che deve a lei il suo nome).

Maria la Giudea

A seguire nel tempo, il medioevo non è sicuramente un periodo florido per le arti scientifiche, men che meno per le donne che desideravano cimentarcisi. Si trattò di un periodo di grandi difficoltà per tutta la produzione intellettuale che ne restò drammaticamente coinvolta comportando una grande carenza nei campi della ricerca e dell’innovazione. Il ripristino della civiltà avvenne lentamente e fu possibile anche grazie a monasteri e conventi, ultimi baluardi in cui venivano coltivate le scritture e le copie di molti studiosi del passato.

Ildegarda di Bingen

Per le donne i conventi furono importanti luoghi di istruzione e per alcune di esse rappresentarono anche lo strumento che permise loro di partecipare e contribuire alle opere di ricerca scientifica. In questo contesto troviamo Ildegarda di Bingen, famosa filosofa e scrittrice che trattò di molti argomenti scientifici tra cui la medicina e la storia naturale (nota inoltre per aver denunciato gli scandali di cui si coprì la Chiesa già da allora!). In uno dei suoi scritti sviluppò anche una teoria femminista sostenendo la superiorità della donna sull’uomo in quanto plasmata dalla carne e dal sangue di Adamo e non dal fango come lui.

La crescita del numero e del conseguente potere di questi “circoli di menti femminili” spaventò il clero maschile che quindi non sostenne tale condizione portando ad attacchi e conflitti contro il progresso delle donne negli ambiti scientifici e arrivando persino ad escludere ad esse la possibilità di imparare a leggere e scrivere. Tutto il mondo scientifico subì un collasso nei cosiddetti secoli bui e con esso il coinvolgimento delle donne nel sapere e nella scienza.

Trotula de Ruggiero

Quando nell’XI secolo iniziarono a comparire le prime università le donne furono per larga parte escluse dal parteciparvi, vi sono tuttavia per fortuna alcune eccezioni: ad esempio l’università di Bologna che fin dalla sua fondazione nel 1088 consentì alle donne di frequentarne le lezioni. In Italia l’atteggiamento nei confronti dell’educazione femminile, in particolare in campo medico, fu più liberale che in altri stati. Presso la scuola Medica Salernitana, Trotula de Ruggiero, cui sono attributi scritti di ostetricia e ginecologia, insegnò a molte nobildonne italiane formando il cosiddetto gruppo delle “Signore di Salerno”.

Maria Margaretha Kirch


In Germania, invece, grazie alla tradizione per cui le donne partecipavano alla produzione artigianale, fu consentito ad alcune il coinvolgimento nella scienza dell’osservazione, in particolare l’astronomia.
Maria Margaretha Kirch ebbe la possibilità praticare l’astronomia dopo il matrimonio con Gottfried Kirch, primo astronomo di Prussia, divenendo sua assistente all’osservatorio astronomico a Berlino essa poté dare contributi interessanti tra cui anche la scoperta di una cometa.

Laura Bassi


Il XVII secolo vedeva ancora la vita delle donne interamente dedicata ai lavori domestici cui erano “obbligate per natura”. Mentre neanche la rivoluzione scientifica contribuì ad eradicare quest’idea dalla società, l’età dei lumi portò a un ruolo più ampio e più esteso del genere femminile nelle scienze. Nei salotti letterari, sia uomini che donne dei ceti più agiati trovarono lo spazio ideale per poter discutere di argomenti più disparati dalle scienze alla politica, alla filosofia e via dicendo. In questo periodo la prima donna ad ottenere una cattedra universitaria in ambito scientifico in Europa fu l’italiana Laura Bassi i cui studi sulla gravità furono fondamentali per l’introduzione delle idee di Isaac Newton.


Per lungo tempo la scienza rimase una professione ampiamente amata dalle donne; tuttavia i contributi femminili faticarono a farsi riconoscere per i pregiudizi ancora diffusi ed imperanti. Nel XIX secolo molte giovani poterono perseguire gli studi tramite corrispondenza con i propri insegnanti; fra queste, Ada Byron, figlia di Lord Byron è meglio conosciuta come Ada Lovelace (titolo che ricevette dal marito Lord William King conte di Lovelace, fermissimo sostenitore dei suoi interessi scientifici). Nonostante non avesse rinunciato alla famiglia, essendo già madre e moglie a soli 24 anni, Ada si mantenne un’allieva affamata di conoscenza e impaziente di apprendere.

Ada Lovelace


Con Charles Babbage intrattenne una ricca corrispondenza sulle possibili applicazioni della sua macchina analitica e tradusse su sua richiesta in inglese il testo di Luigi Menabrea sui motori ampliandolo con una serie di appendici. L’ultima di queste note, la famosa Nota G è considerata il primo programma informatico mai scritto, facendo di lei la prima programmatrice di computer al mondo, intuendo inoltre la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico. Oggi il secondo martedì di ottobre viene celebrato il Giorno di Ada Lovelace per ricordare la prima informatica della storia, e in generale i successi delle donne nella scienza, nella tecnologia, nell’ingegneria e nella matematica.

Florence Nightingale

Sul finire del XIX secolo si assistette ad un ampliamento delle possibilità educative delle donne, grazie anche alla creazione di scuole per ragazze con impostazioni uguali a quelle maschili. Si assisté finalmente ad un momento cruciale per la salute pubblica e l’assistenza infermieristica moderna che ha in Florence Nightingale la sua pioniera fondatrice la quale per prima applicò il metodo scientifico attraverso la statistica.


In questo contesto, inoltre, emerge una delle più grandi figure non solamente femminili e non di esclusivo ambito scientifico ma a mio avviso della storia: Marie Curie. La prima persona a vincere due Premi Nobel (per la fisica 1903 e per la chimica nel 1911) un record da allora raggiunto solo da altri tre scienziati, e in più in due ambiti scientifici diversi. Grazie alla scoperta della radioattività Marie Curie passò alla storia e inaugurò ufficialmente l’era della fisica atomica. La tradizione scientifica della famiglia Curie proseguì con la figlia Irène Joliot-Curie i cui studi insieme al marito, sugli isotopi radioattivi che conducono alla fissione nucleare valsero loro il premio Nobel per la chimica nel 1935.

Marie Curie con le figlie
Maria Montessori


Il XX secolo è fra tutti quello più ricco di figure femminili impegnate nell’attività scientifica, fra queste ricordiamo: Lise Meitner che svolse un ruolo importante nella scoperta della fissione nucleare. Maria Montessori prima donna medico dell’Europa Meridionale famosa ancora oggi per il suo programma educativo avendo cura anche dei bambini con difficoltà dell’apprendimento.

Annie Jump Cannon

Emmy Noether diede nuova immagine all’algebra astratta, e creò un teorema critico sulle quantità conservate della fisica. Inge Lehmann, sismologa che suggerì per la prima volta la possibilità di un nucleo solido all’interno del nucleo terrestre fuso. Ad Annie Jump Cannon si deve la classificazione delle tipologie stellari in A-B-C sulla base della temperatura che venne poi successivamente estesa. Sempre in astronomia ad Henrietta Swan Leavitt si deve la scoperta della “relazione periodo-luminosità” della variabile Cefeide da cui deriva la nostra attuale idea dell’intero universo.

Rosalind Franklin

Gerty Theresa Cori scoprì il meccanismo attraverso il quale il glicogeno, si trasforma nei muscoli per formare l’acido lattico e su come viene poi riformato per la produzione di energia, che valse per lei ed i suoi colleghi il Nobel per la medicina nel 1947. Rosalind Franklin, cristallografa il cui lavoro sulla conformazione della struttura del DNA fu fondamentale ai suoi più famosi collaboratori James Watson e Francis Crick per terminare la ricerca sul loro modello della struttura del DNA per la quale furono premiati con il Nobel. Nessun merito venne riconosciuto al lavoro della Franklin che morì per una neoplasia nel 1958.

Rita Levi-Montalcini


Parlando di scienziate del XX secolo che dedicarono la vita alla scienza non possiamo dimenticare la neurologa Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la medicina 1986 per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF). Ricordiamo inoltre la figura controversa di Hedy Lamarr, attrice e brillante inventrice che sviluppò insieme al compositore George Antheil un sistema di guida a distanza per siluri che ad oggi rappresenta la base della tecnologia di trasmissione segnale usata nella telefonia e nelle reti wireless.


Grazie agli studi di Barbara McClintock sulla genetica del granturco si scoprì l’esistenza dei trasposoni, delle porzioni di DNA in grado di spostarsi da un cromosoma all’altro; la scienziata ottenne il premio Nobel per la medicina solo nel 1983 essendo stata per molti anni poco apprezzata negli ambienti scientifici.

Barbara McClintock

Indubbiamente quest’elenco non è e non può essere esaustivo della presenza e della totalità dei contributi portati dalle donne in ambito scientifico, né purtroppo abbiamo contezza di quale sia stato a tutti gli effetti il coinvolgimento femminile nella storia delle scienze. Oggi ci sono sempre più donne, scienziate e ricercatrici che impegnano le loro menti in campi non più ad esclusiva partecipazione maschile, come l’ingegneria, la matematica, la fisica, la chimica, l’informatica, la medicina rappresentando per le giovani generazioni un modello poliedrico da seguire ed emulare in una società che purtroppo ancora per molti aspetti tende a delineare un modello femminile stereotipato e monodimensionale.

Se il XIX e XX secolo sono stati il trampolino di lancio per la presenza femminile nei settori scientifici, il nostro è il primo secolo in cui le donne finalmente hanno grandi opportunità quasi al pari dei loro colleghi; è per questo di grandissima importanza che le giovani di oggi possano essere incoraggiate ad appassionarsi alle scienze per arrivare finalmente ad eradicare l’idea che le materie scientifiche siano prerogativa di una mente maschile.

Gaia Spasari

Josef Koudelka in mostra al Museo dell’Ara Pacis

Nell’unica tappa in Italia arriva al Museo dell’Ara Pacis a Roma arriva la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza”: trent’anni di fotografie nei più affascinanti siti archeologici del Mediterraneo raccolti in poco più di cento scatti.

Un viaggio attraverso l’opera di un grande maestro per riscoprire il nostro passato e apprezzare ancora di più il nostro presente.

Radici è un viaggio attraverso l’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna che si dedica alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo.

Fonte: http://www.arapacis.it/it/mostra-evento/josef-koudelka-radici

A Palermo la nuova mostra di Luigi Presicce

Homo sapiens sapiens sapiens è il titolo della nuova mostra di Luigi Presicce inaugurata a Palermo il 4 febbraio.

La mostra ospitata alla Rizzuto Gallery in via Maletto n5 a Palermo sarà visitabile fino al 30 giugno.

L’iter della mostra presenta un corpus di opere dell’artista di recente produzione realizzate nel corso del primo lockdown (primavera 2020), un momento che ha dato la possibilità all’artista di riflettere sulla natura umana e sulla sua evoluzione-involuzione.

Fonte: https://www.rizzutogallery.com/

Lunedì con il Poldi: nuovo appuntamento con il ciclo di incontri virtuali

Oggi 8 febbraio alle 21 Lavinia Galli, conservatore del MuseoMuseo Poldi Pezzoli, racconta l’opera Autoritratto in un gruppo di amici di Francesco Hayez.

Vi era l’abitudine fra gli artisti neoclassici e romantici di ritrarsi a vicenda in immagini di gruppo.

Al Museo Poldi Pezzoli di Milano è conservato il famoso Autoritratto in un gruppo di amici di Francesco Hayez datato 1827.

La conferenza online di questa sera sarà utile per scoprire i modelli e i precedenti di quest’opera e per conoscere i protagonisti del dipinto – a partire da Hayez e la sua passione per gli autoritratti – in un percorso attraverso la ‘nuova’ arte romantica e i generi da essa prediletti.

Per info e prenotazioni: inviare una mail a info@museopoldipezzoli.org.
Alla conferma di avvenuta iscrizione, riceverete il codice di accesso.

Costo visita: donazione minima a partire da 5€, entro le ore 12.00 di lunedì 8 febbraio.
Modalità di pagamento: tramite il tasto “Dona ora” nella sezione del sito “Sostieni il Museo”.

 

Fonte: https://museopoldipezzoli.it/calendario/ 

Procida Capitale italiana della Cultura 2022

Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, ha annunciato il nome della Capitale italiana della cultura 2022 poco dopo le 10. L’isola e il suo progetto hanno sbaragliato le finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

“Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Così le motivazioni della giuria lette dal ministro Franceschini per la scelta di Procida Capitale italiana della Cultura per il 2022.

“La cultura non Isola” è stato lo slogan della candidatura di Procida a Capitale Italiana della Cultura, perché – si legge nel dossier – “la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”.

Definito il progetto per il nuovo Museo della città a Genova

Avrà sede nella Loggia di Banchi e intende essere punto di riferimento culturale e identitario della città.

Il nuovo museo è stato pensato come una porta di accesso alla città: una struttura culturale dall’allestimento innovativo, dinamico, multimediale e scenografico, che racconta la storia di Genova dalle sue origini ad oggi. Un luogo di primo impatto del territorio, che ne racchiude i temi identificativi, l’evoluzione storica e urbanistica; uno spazio concepito anche per indirizzare il visitatore alla scoperta del patrimonio artistico custodito nei musei genovesi, degli antichi palazzi cinquecenteschi, del ricco e complesso tessuto storico urbano di Genova.

Non punterà solo sulla sua collezione, ma anche sulla narrazione e sulla capacità di coinvolgere diversi pubblici: sarà infatti un museo rivolto a tutti, uno spazio di scambi e incontri, una piazza urbana interna, fondato su un dialogo continuo tra città e museo.

Fonte: Comune di Genova

Nuovo direttore per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Nominato il nuovo direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per il triennio 2021-2023, che succede a Franco Però: si tratta di Paolo Valerio.

Paolo Valerio, di origini veronesi, diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, apprezzato regista e attore, già direttore artistico di Fondazione Atlantide-Teatro Stabile di Verona, ha anche diretto il Circuito GAT Triveneto, è organizzatore di festival ed eventi ed è docente e direttore della Scuola di Teatro del Teatro Nuovo.